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Inquinamento indoor e
bioarchitettura
Piano Primo - Settore B
L’inquinamento indoor
Il termine "inquinamento" evoca subito nella nostra mente quell’aria irrespirabile che costituisce un denominatore comune di tutte le grandi città metropolitane del mondo. Poche volte, attribuiamo il significato di questo termine alle poco visibili e subdole forme di inquinamento che si celano dentro le nostre case.
Qualcuno l'ha battezzato inquinamento indoor, proprio per distinguerlo dall’inquinamento che proviene dall’esterno della casa. Alla sua formazione concorrono svariate sostanze presenti in natura e nei materiali impiegati nelle costruzioni degli edifici e degli arredi.
L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha reso noto che circa 1/3 degli edifici di recente costruzione (in particolare quelli realizzati negli ultimi 30 anni) può provocare disturbi agli occupanti, e che circa il 40% dei materiali da costruzione è potenzialmente dannoso e aggressivo per la salute. A questo bisogna aggiungere le sostanze usate per la lavorazione dei mobili d’arredamento, come i collanti, le lacche, gli impregnanti e i diluenti.
Possiamo suddividere l'inquinamento indoor in due distinti settori: il primo tipicamente strutturale, legato ai materiali utilizzati per la costruzione degli edifici e difficilmente modificabile nel suo insieme se non con interventi impegnativi, il secondo relativo alle cose mobili che stanno dentro la casa e che potrebbe risultare gestibile, attraverso scelte oculate sull’acquisto di nuovi mobili, complementi d’arredo o elettrodomestici. In quest’ultimo caso, l’inquinamento all’interno delle abitazioni è causato, in buona parte, dagli oggetti di uso quotidiano: sigarette, detersivi, cosmetici, deodoranti, cere per pavimento.
I detersivi contengono composti volatili organici, mentre tra le resine dei mobili in legno, nella tappezzeria, nella moquette e nei pannelli isolanti troviamo in grandi quantità la formaldeide, sostanza volatile e incolore, irritante per le mucose e dall'odore intenso che viene rilasciata nell’ambiente casalingo in due tempi successivi: uno immediato, in corrispondenza dell’installazione dei materiali, l’altro, differito nel tempo, derivante dal progressivo deterioramento delle resine. Esistono inoltre contaminanti di natura biologica: virus, batteri, spore, che si annidano sulle superfici (pavimenti e rivestimenti) in condizioni carenti di igiene, nei diffusori delle docce, nelle superfici di evaporazione dei frigoriferi, nei filtri dei condizionatori d’aria. Vi sono persone che soffrono di allergia agli acari della polvere che, nei casi più gravi, può manifestarsi con sintomatologie anche gravi, quali difficoltà respiratorie (dispnee, asma, ecc.).
In casi del genere è opportuno diminuire la presenza di rivestimenti, arredi e suppellettili che possono diventare ricettacolo per la polvere: ridurre al minimo indispensabile il numero delle tende, evitare di applicare moquette sui pavimenti, bandire completamente i tappeti ed i peluche, utilizzare per le pulizie della casa, al posto della scopa o del piumino, un aspirapolvere elettrico o degli strofinacci bagnati o di tipo antistatico.
L’inquinamento da radon
Tra tutte queste sostanze dannose per la nostra casa, una menzione particolare merita il radon: gas incolore e inodore prodotto dal decadimento radioattivo, appartenente alla famiglia dell’uranio naturale, che si trova a diverse profondità nella crosta terrestre e filtra dal terreno riuscendo a penetrare nelle nostre case attraverso il pavimento ed i materiali da costruzione oppure attraverso le condotte degli impianti idrico-sanitari. L’inalazione protratta nel tempo di forti concentrazioni di radon è pericolosa e può danneggiare i tessuti polmonari.
Stando al alcune sperimentazioni scientifiche, l’esposizione massiccia e prolungata a questa sostanza, contribuirebbe alla formazione di malattie tumorali. In particolare nella stanza da bagno, la concentrazione di radon portato dall’acqua e favorita dal caldo umido, può anche essere 40 volte superiore a quella rilevabile nelle altre stanze; anche per questo motivo è quindi importantissimo assicurare all’ambiente un adeguato ricambio di aria.
Altri ambienti naturalmente predisposti alle infiltrazioni di radon sono i locali interrati, i seminterrati e i piani terreni, quando sono in contatto diretto con il terreno sottostante. Anche in questo caso bisognerebbe provvedere ad una migliore ventilazione degli ambienti al fine di evitare un eccessivo ristagno d’aria.
La bioarchitettura
L'importanza di vivere in un ambiente sano è facilmente intuibile se rapportiamo l'incidenza delle patologie in funzione dell'inquinamento ambientale. Generalmente si tende a ridurre il termine inquinamento a fattori "visibili" quali l'aria e l'acqua; esistono tuttavia forme d'inquinamento ambientale più subdole che spesso assumiamo nel nostro organismo senza rendercene conto.
L'inquinamento elettromagnetico è l'esempio più facile da intuire, la moderna tecnologia ha un suo rovescio della medaglia, e visto che oramai non è più possibile in alcun modo farne a meno, dobbiamo incominciare a trovare delle soluzione ottimali che ci consentano di conviverci evitando, al tempo stesso, pericolose esposizioni per il nostro organismo.
A queste domande, c’è una recente disciplina che sta cercando di fornire, pian piano, una serie di risposte: la bioarchitettura.
ATTREZZATURE
ANTINCENDIO
INQUINAMENTO INDOOR E BIOARCHITETTURA
SICUREZZA ED ANTINFORTUNISTICA
ISOLAMENTO TERMOACUSTICO
COPERTURE ED IMPERMEABILIZZAZIONI
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